Archivio di Maggio 2009

Un Master per il Patrimonio Culturale

Venerdì, 1 Maggio 2009

Già da qualche anno la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze offre un Master per la comunicazione del patrimonio culturale. Da qualche settimana è nato il Blog del Master: www.benicom.it dove si possono trovare tutte le informazioni relative necessarie.

Quest’anno il master presenterà diverse novità molto interessanti sia per gli studenti privati sia per quelli provenienti dai settori della Pubblica Amministrazione (le novità però non sono ancora ufficiali, quindi lasciamo agli autori del Master il piacere di annunciarle).

Quello che qui mi preme segnalare sia agli studenti che frequentano le mie lezioni sia ai lettori che è proprio nella capacità di comunicare il patrimonio che si gioca una delle più importanti partite del nostro “bel Paese”.

Come ho avuto occasione di rilevare in alcuni recenti incontri, pare che in questi ultimi mesi si siano tutti - responsabili politici a tutti i livelli, associazioni di categoria, amministratori del suddetto patrimonio, ecc. ecc. - svegliati per accorrere al capezzale del nostro malaticcio turismo italico.

E nelle varie ricette proposte la “valorizzazione del patrimonio culturale” è sempre presente e quasi sempre al primo posto tra le terapie considerate necessarie. Per fortuna quasi tutti si accorgono anche degli altri non pochi ne piccoli difettucci di cui il nostro “sistema Paese” soffre e che qui evito di ri-elencare per la banalità dell’elenco e per non annoiare quindi che mi legge.

Difettucci che però gravano come macigni sia sulla vita dei residenti sia sulla competitività turistica del Paese. Quindi “valorizzare il patrimonio” significa anche cercare di sollevare un po’ dei macigni che stanno schiacciando noi e il nostro patrimonio.

Detto questo si può, anzi si deve anche dire che la comunicazione può anche, almeno in parte, cercare di ovviare ai difetti di cui sopra. Evidentemente non dico che possa eliminarli e tanto meno nasconderli.

Ma la “buona comunicazione”, quella professionale, fatta con la consapevolezza dei limiti e con l’utilizzo delle buone regole del marketing,  svolta con l’ausilio di tutte le più moderne tecniche e con il coraggio di innovare, la “buona comunicazione” può fare molto.

E lo può fare (anzi lo deve fare) senza “sprecare i soldi e le risorse” come ahimè è stato fatto e viene ancora oggi fatto in innumerevoli rivoli e rivoletti (che messi insieme diventano un mare).  E anche qui non voglio annoiare con elenchi - ma che questa volta sarebbero un po’ meno banali perché potremmo fare anche indicazioni molto, molto precise.

Intendo dire che la “cattiva comunicazione” che in buona parte fino ad oggi ha imperato nella proposizione di questo nostro Paese ha fatto dei veri e propri danni. Troppo spesso la leggerezza ha imperato (ed impera) nelle stanze della Pubblica Amministrazione nello spendere il nome del nostro Paese e del nostro Patrimonio.

Ritornerò spesso e volentieri su questo argomento (portando anche esempi e rilevando le inapproprietezze e cercando le - ahimè poche - buone pratiche).

Bye

Dvd