Aula 0.05 dell’edificio D15 a Novoli (Polo Scienze Sociali), ore 15.00: un buon inizio: tra gli 80 e i 90 partecipanti divisi abbastanza equamante tra studenti, professionisti, operatori e dipendenti della PA e degli Enti.
Le relazioni di Elena Farinelli e Nicola Tanzini (che saranno scaricabili entro breve dal presente Blog) rientrano perfettamente nei tempi assegnati e soprattutto illustrano con estrema chiarezza i temi loro assegnati, offrendo dati semplici ma illuminanti e anche numerosi esempi e spunti di riflessione.
Ottimi anche Carlo Sorrentino, Maurizio Lunghi e Antonio Sofi nel loro ruolo di moderatori e “provocatori”.
A poche ore dalla conclusione del seminario, la riflessione che mi appare più opportuna è che “si apre la discussione”.
Per troppo tempo la comunicazione sul web è stata alternativamente considerata come materia da “specialisti” (perlo più informatici) o come attività marginale, residuale rispetto alla comunicazione “vera” attraverso i media tradizionali.
Non è più così, anche chi non si è fino ad oggi preoccupato od occupato della comunicazione via Web, sta aprendo gli occhi su di una realtà in rapidissimo movimento.
Tanto per fare qualche numero, per il 2008 è atteso un aumento del 40% della pubblicità online che porterà il totale investimenti pubblicitari su Internet a 1 miliardo tondo, tondo. Ancora poco rispetto alle cifre della pubblcità televisiva, ma già abbastanza per scalzare la pubblicià radiofonica dal 4° posto e per cominciare ad insidiare la pubblicità su carta stampata.
D’altro canto è inevitabile che un media che sta togliendo progressivamente audience agli altri, guadagni l’apprezzamento degli investitori. Tra il 2003 e il 2008 il tempo passato a guardare la tv è calato del 7,7 per cento; meno 10,6 per cento per la radio e meno 11,8 per cento per i giornali! Il tempo passato su Internet, tra il 2006 e il 2008 è aumentato del 145% !!! (Vedi i dati dello IAB Forum 2008).
Anzi, è curioso constatare un certa resistenza da parte degli inserzionisti ad abbandonare forme pubblicitarie che hanno spesso un rendimento discutibile. Come ha ben rilevato Nicola Tanzini “Internet ha il vantaggio di poter fornire numeri precisi ed affidabli”. I visitatori di un sito o chi clicca semplicemente un banner sono contati, numerati distinti per provenienza e, se provengono da motori di ricerca, possiamo sapere anche in base a quale curiosità hanno trovato il nostro sito.
Ovviamente non è tutto scontato e anche Internet può avere le sue controindicazioni. Qualunque decisione deve partire da un approccio serio. Le aziende hanno generalmente un approccio all’inizio molto prudenti, quando riescono però a constatare il rendimento (ROI) dell’investimento effettuato, ne comprendono rapidamente l’utilità.
Quale è invece la posizione dell’amministrazione pubblica? Ebbene assistiamo, ahime, troppo di frequente a spese eccessive (a volte folli) per la promozione di eventi privi di reale spessore (per non dire assolutamente inutili). Dall’altra parte “Braccino corto”, per non dire cortissimo, per la ordinaria amministrazione di Enti ed Istituzioni che costituiscono la spina dorsale del Turismo d’Arte oltre che dell’identità stessa del nostro Paese. Figuriamoci per la comunicazione!
E quel che è peggio - lo ha rilevato l’intervento di una giovane partecipante che lavora presso un Ente Locale (Elisa Pacini) - in una ostinata (e aggiungerei proterva) mancanza di coordinamento verticale ed orizzontale che fa sì che molti Enti si prodighino in spese che spesso non raggiungono unitariamente il livello minimo di visibilità!
Ma il problema della comunicazione pubblica è evidentemente troppo complesso per affrontarlo o anche semplicemente per identificarne i principali aspetti in un unico seminario.
La questione è sempre più sul tappeto. Discutiamone.