Copyright, copie e diritti
Giovedì, 16 Aprile 2009
Ancora commenti interessanti quelli di Hal sulle problematiche del diritto d’autore o - se accogliamo la (corretta) traduzione letterale di copyright - del “diritto di copia”. Eppure si, copiare (= scaricare sul proprio pc) senza autorizzazione, riproduzioni digitali coperte dal “diritto di autore” è illegale. Che poi si tratti propriamente di un reato va visto in base alla fattispecie, come direbbe un avvocato. Ed in effetti la legge dovrebbe seguire, già nella sua applicazione, le evidenze morale: una cosa è l’illecito compiuto da un ragazzino che si scarica un po’ (magari anche centinaia) di brani in Mp3 tra l’altro quasi sempre di scarsa qualità; ben altra cosa l’utilizzo commerciale non autorizzato delle riproduzioni digitali: questa si che è pirateria senza dubbio e senza appello.
Il problema è in realtà molto più complesso di queste semplici battute ed attiene anche ai sacrosanti diritti di che crea un’opera d’arte e ne vuole in qualche modo proteggere la paternità (ma Platone o Aristotele che leggiamo da 2.000 anni hanno mai pensato a proteggere le loro opere?) ed agli interessi invece, ben più discutibili, delle industrie e dei commercianti che sono dietro (accanto e anche davanti) alla produzione, distribuzione e vendita delle cosiddette “opere d’arte” della musica … A questi si aggiungono le società che proteggono (così dicono) i diritti d’autore e le associazioni stesse dei produttori/distributori.
Insomma una gran bella confusione, e anche se per fortuna ci sono i “digital store” di musica che intanto ci permettono di bypassare una bella fetta di “disvalore aggiunto” delle catene distributive.
Il problema va visto ovviamente nella sua interezza, considerando infatti anche le “cangianti” posizione degli stessi autori (quando sono sconosciuti va benissimo la creative commons, se gli autori diventano però noti e “vendibili” le posizioni spesso cambiano…).
La cosa interessante (si vedano in proposito le tesi di Giacomo Biasci e di Emy Di Nardi della scorsa sessione vedi anche www.blogdistudio.splinder.com), grazie alla distribuzione (legale o meno) della musica, aumenta l’importanza e la partecipazione alla Musica dal vivo (anche qui con degli importanti distinguo: ci ritorneremo sopra a breve, grazie ad altre tesi in arrivo) e soprattutto alla musica autoprodotta e alla musica di vera qualità. Su quest’ultima, quasi sempre non si discute …
Confido intanto in e-mule e nella saggezza dei giovani (e della storia) …
Bye

