Articoli marcati con tag ‘polo museale fiorentino’

Promozione online dei Beni Culturali

Martedì, 13 Maggio 2008

Il post precedente di Elena ha aperto il dibattito sulla promozione on-line dei beni culturali e ci ha dato una prima, interessante visione dal punto di vista del Web 2.0. Le indicazioni che ha fornito possono sembrare all’apparenza semplici, ma in realtà sottendono almeno due ambiti di problemi (che inizieremo ad affrontare nell’incontro del 15/5):
1) le competenze richieste, pur non essendo certo “esoteriche” richiedono un approccio diverso e nuovo all’attività di promozione tramite il web.
2) Istituzioni ed Enti deputati alla valorizzazione e promozione dei beni culturali hanno bisogno di abbracciare una nuova filosofia del “fare cultura”.

Partiamo dalle considerazione più semplici.
Proviamo, per esempio, a fare qualche banalissima ricerca su Google.com (la versione USA del motore di ricerca), ho scelto: “Michelangelo’s David”, - una delle icone più ovvie dell’arte e del patrimonio artistico del bel Paese - e ho trovato circa 611,000 risultati. Ovviamente non ci si può aspettare che in prima posizione ci sia un sito istituzionale italiano (perché no poi?) ed in effetti tutta la prima pagina è occupata da risorse Web non italiane, il primo degli Italiani è Tickitaly in undicesima posizione (un sito di vendita biglietti on-line). Ho provato a scorrere un bel po’ di risultati e ho trovato di tutto e di più come per esempio, all’83esima posizione, le versioni bizzarre del David fornite da www.freakingnews.com.
E purtroppo, di altri italiani, almeno fino a dove sono arrivato io (circa 90esima posizione), ce n’erano ben pochi (praticamente nessuno!).
Le cose vanno decisamente meglio su Google.it (la versione italiana) con la stringa di ricerca: David di Michelangelo con circa 629.000 risultati. E qui il Polo Museale Fiorentino (sito web ufficiale della Soprintendenza Speciale di Firenze) appare in undicesima posizione (seconda pagina). Non male tutto sommato, ma non certo una posizione di primato, se si considera l’abbondanza di materiale e, soprattutto, di competenze di cui potrebbe disporre la Soprintendenza.

In realtà, il sito del Polo Museale è di buon livello tecnico, ma è evidentemente frutto di un approccio decisamente non centrato sulla “persona” e meno che mai sulle potenzialità offerte dal Web.
Voglio subito dire che credo di capire, almeno in parte, le difficoltà di vario genere, a partire da quelle burocratiche, amministrative e normative, in cui si muovono le Soprintendenze (e in particolare quella fiorentina) e il risultato ottenuto è senz’altro ottimo rispetto al punto di partenza.

Il sito di cui stiamo parlando è d’impatto gradevole e offre informazioni e servizi (e finalmente anche la possibilità di prenotare on-line!) con una strutturazione adeguata alla complessità della materia. Ma la gradevolezza estetica e la corretta (per quanto ho potuto esaminare) organizzazione del materiale (rispetto ad alcuni parametri) non è quello, o almeno non lo è necessariamente, che la maggior parte delle persone (e in buona misura nemmeno i Motori di Ricerca) cercano nel Web.

Ciò che voglio dire è che non basta – anche se capisco benissimo la complessità dell’operazione – organizzare l’illustrazione della struttura e delle sue attività, il materiale documentale e didattico, la spiegazione e l’offerta dei servizi. Bisogna anche comprendere quali saranno i percorsi di ricerca, le provenienze di coloro che ricercano, i loro bisogni e le loro abitudini. Tanto per rimanere nell’esempio di Tripadvisor fornitoci dall’Elena le domande che lì si possono trovare sono a dir poco illuminanti. Le persone – soprattutto, ma non solo, quando provengono da mete distanti - si muovono su percorsi di acquisizione di conoscenza che i tecnici della materia possono non comprendere. Il sito del Polo Museale è il frutto di competenze di grande livello nel campo dei beni culturali e di bravi operatori del software (forse c’è anche lo zampino di qualcuno con competenze di architettura dell’informazione), ma non c’è una grande competenza di comunicazione e di comunicazione Web.

E qui arrivo al secondo punto: se diamo per scontato che occorrerebbero (anche) competenze di altro genere per promuovere i beni culturali on-line, la risposta alla domanda sul perché non si adottino tali competenze, risiede nel tipo di filosofia della promozione culturale che il nostro Paese complessivamente a livello istituzionale ancora adotta  (e a cascata per via normativa e culturale, anche gli Enti sottostanti).
Attenzione non sto predicando un rivolgimento iconoclasta del modo di fare cultura in Italia e meno mai l’adozione di una visione “scientista” per la quale dare un primato assoluto alle “scienze esatte”, disattendendo il retaggio e la missione più bella del nostro Paese.
Tutt’altro!
Quello che credo molto necessario, direi urgente, è di cominciare a (ri)pensare alla politica di promozione dei beni culturali, centrandola sulla “gente”, su cosa realmente desidera e su come realmente si muove. E se dovrà essere il “Web 2.0” o il “Marketing Virale”, l’occasione di questo ripensamento, ben venga!